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lunedì 14 gennaio 2013

Igiene e digiuno tra le popolazioni guaraní

Indigeni della comunità guaranì-kaiowà dello stato brasiliano meridionale del Mato Grosso del Sud
   I guaraní sono un gruppo di popolazioni indigene del Sud America imparentate culturalmente. Si distinguono dai tupi in quanto parlano il guaraní. Le zone da loro popolate sono rappresentate da ciò che oggi sono i fiumi Uruguay e il corso inferiore del Paraguay, le province argentine di Corrientes e Entre Ríos, Brasile meridionale e zone dell'Uruguay e Bolivia, sebbene la loro predominanza nella regione sia stata ridotta dalla colonizzazione europea e dal concomitante aumento di meticci.
La porzione di testo che segue è stata tradotta liberamente da Martí y la Religión
La straordinaria longevità dei guarani è dovuta certamente alla loro propensione verso l'igiene, alla sobrietà nel bere e nel mangiare e all'assenza di eccessi di qualsiasi tipo. Da quanto viene riportato da Thevet sappiamo che "i guaraní non mangiavano mai frutta alterata o poco matura, né cibo che non fosse ben cucinato". Oltre alla loro sobrietà nel mangiare poco o in modo moderato, si impegnavano anche a contrastare i peccati di gola. Secondo Bertoni digiunavano obbligatoriamente in molte occasioni. Tale era il loro abituale costume, dalle Antille e Guayana fino al Sur. Sebbene i motivi potessero variare, il digiuno guaraní rappresentava una vera istituzione. Si digiunava e tuttora si digiuna per diversi motivi:
  • digiuni mistici 
  • digiuni curativi o "terapeutici"
  • digiuni di educazione e rafforzamento della volontà 
  • per altri motivi. 
Secondo i guaraní, il digiuno è un esercizio necessario da praticare di tanto in tanto. Il fatto di non essere schiavi del mangiare è per loro motivo d'orgoglio. Da sempre c'è stata la frequenza dei digiuni mistici. Così digiuna l'avare, o karaiva, o paje, prima di intraprendere una delle sue evocazioni e per la preparazione di certe sostanze o medicamenti. Per la nascita di un figlio, anche il padre è tenuto a digiunare, fermo e contento allo stesso tempo.
   La pulizia del mangiare è ben curata e tutto ciò che concerne la preparazione degli alimenti. Rochefort scrive che, tranne i giorni del pasto in comune (feste o riunioni pubbliche), ogni persona ha il suo tavolino per mangiare a parte, sopra il quale vi mette una tovaglia ben pulita, color verde foglia banana. Prima di mangiare si lavano sempre le mani con molta cura. Tutto ciò contrasta molto con la negligenza che si nota nel triste esempio di molti indigeni di altra etnia.
   Per la pulizia del corpo, uomini, donne e bambini, appena alzati vanno a lavarsi e a nuotare nei ruscelli, anche in periodi freddi. Entrano in "acqua, bagnandosi prima la testa, poi si lavano tutto il corpo e si tuffano; certi giorni lo fanno più di 12 volte". Questa è una delle ragioni del perché si rifiutavano di vestire alla maniera europea.
   Alcune parti del corpo richiedono una cura particolare. Così i chiriguano si puliscono la testa con semi pestati di Ñandyra, curando inoltre molto le unghia delle mani e dei piedi. Lavarsi la testa con sapone naturale che alcune piante contengono era un'usanza pressocché generale, rimasta ancor oggi in tutti i luoghi dove vi è una popolazione guarani. Vi è anche un'altro aspetto singolare, come il terrore che destano certe impurità, al punto tale che le donne nascondono con grande cura le loro mestruazioni.

Fonti


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